mercoledì 27 gennaio 2010

giornata della memoria, 27 gennaio 2010


La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati


(art 1 Legge 211 del 20 giugno 2000)

domenica 10 gennaio 2010

Sbiancamento anale!

Ne aveva parlato la Litizzetto, ma sembrava una cosa messa lì, la solita stravaganza americana, una boutade, mi verrebbe da dire una presa per il culo, ma...



Generalmente la Litizzetto  mi fa morire dal ridere, ma in questo caso la triste realta riesce a farmi sbellicare ancora di più.

Mai più senza culi bianchi, è il must del nuovo decennio! Ma cosa aspetta il Servizio Sanitario nazionale a passarlo?


Dopo le risate un terribile dubbio però: che sia uno dei presagi che la Fine del Mondo si sta avvicinando? spe' che vado a ripassarmi l'Apocalisse di Giovanni...

venerdì 8 gennaio 2010

Non amano l’acqua, molti di loro puzzano...

...perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. 
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. 
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. 
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali...

martedì 5 gennaio 2010

Quando vedo un'Alfa Romeo, mi tolgo il cappello (H. Ford).

100 anni di storia e di orgoglio Milanese, Lombardo, e Italiano (e oggi non è per nulla facile trovare qualcosa di Italiano di cui essere fieri), sta per morire definitivamente.

Da un paio d'anni l'Alfa Romeo è una divisione del gruppo FIAT, quindi quello che rimane del mito è un marchio, un brand, e come tale viene gestito. Ultimo atto è comunque la totale chiusura di quel che rimane ad Arese dell'Alfa Romeo.

La morte dell'Alfa era iniziata tanto tempo fa, e questo epilogo in effetti non era poi così imprevedibile.

Un giro per Arese, dove una volta si pensavano, creavano e costruivano le Alfa del mito è da fare, e io lo consiglierei a chiunque, in questa regione ha responsabilità di governo: stabilimenti vuoti fabbriche e uffici abbandonati, da riqualificare da tempo immemore. Diventeranno Centri commerciali, uffici (in una città dove il 30% degli uffici è sfitto) e case da 5000 al metro quadro? Per il Portello, dove le Alfa Romeo sono nate, è stato così. In fin dei conti riqualificare è il sinonimo istituzionale di "facciamo cassa".
Il 4 aprile quindi l'Alfa Romeo morirà, tra il silenzio delle istituzioni. Silenzio che ne ha comunque accompagnato la lenta agonia.

Quindi continuate a raccogliere firme contro i campanili, a occuparvi della solita fuffa, ma almeno uno "scusa" da chi ha assistito a tutto questo senza nulla fare ci starebbe

giovedì 26 novembre 2009

Per il libero wi-fi: basta poco poco...

Non sono solito diffondere appelli a cui chiedere di aderire e addirittura di contribuire alla loro propagazione virale. Ma questa è un'eccezione, ed è veramente è il caso di leggere e prendere consapevolezza. Poi ognuno veda che fare. L'appello dei cento per il libero Wi-Fi è una petizione/documento (la si chiami come vuole) che chiede di abolire delle norme che frenano lo sviluppo del Wi-fi nei locali pubblici, nei parchi, e in generale in tutti quei posti a cui uno vorrebbe connettersi alla rete (cazzeggio o lavoro che sia). Ora installare una rete wi-fi è di per se un'operazione semplice ed economica, decisamente frenata da delle norme inadeguate persino per i fini che si propongono (la lotta al terrorismo... mah).
Per adesso rinvio discussioni ponderate sul diritto di accesso alla rete, che deve essere fruibile come un bene pubblico, che è un argomento che mi sta molto a cuore, ma su andrò a chiosare al più presto.

sabato 7 novembre 2009

Ponte sullo stretto?

Si finanzia il Ponte sullo Stretto, di cui non esiste ancora nessun programma esecutivo e si bloccano i finanziamenti per la banda larga. Queste sono scelte sconsiderate, fatte per salvaguardare interessi di pochi a scapito dell'Italia e del suo futuro.

Qui c'è del dolo, non solo dell'incompetenza.



venerdì 6 novembre 2009

Cristiani Vs Faziosi (me lo auguro)

Prima di oggi non è che interessasse tanto la presenza o meno di un simbolo della religione cattolica nelle scuole (come al 99,9% delle persone). Le reazioni alla sentenza della Corte Europea qualche inquietudine me la suscitano però. Che in fin dei conti il crocifisso non significhi adesione al cattolicesimo ma che sia un simbolo della nostra tradizione è una posizione rispettabile, su cui non concordo (sarà che come simbolo della nostra tradizione io preferirei la nostra Bandiera), ma di cui e su cui si potrebbe tranquillamente discutere. Ma cercare con tutte le forze di conservare i segni della nostra fede per chi crede e per chi non crede mi sa tanto di chiamata alle armi, una Crociata contro la laicità dello Stato, dove qualsiasi fede religiosa è la VOSTRA, e nulla centra con la cosa pubblica (del resto le Crociate non le ha mica inventate Lui, ma i predecessori di Bagnasco qualche cosa ci hanno a che fare).

Per il resto mi pare che molti vivano la questione mica tanto dal punto di vista storico e/o religioso. Mi pare che per molti il crocifisso sia qualche cosa che marca il territorio, simbolo di una fazione. E' una roba piuttosto triste, e cosa abbia a che fare tutto questo con la religione o con le tradizioni italiane me lo devono spiegare. Poi Cito: "a che serve esporlo nelle aule delle scuole; quando poi uscite da quelle scuole cosa ne avete imparato? Lui avrebbe obbedito alla direttiva europea".

Poi ci sono gli idioti, per qui ogni occasione è buona per dare spettacolo.